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Le danze Standard & Latini sono danze internazionali. Negli Standard troviamo il Valzer lento, il Tango, il Quick Step, il Valzer Viennese, lo Slow Fox Trot.
Il Valzer Lento è l’ italianizzazione del Valzer Inglese che vede rallentato il tempo, rispetto all’originale Valzer Viennese, in 3/4 con una conseguente rivisitazione dei passi in modo più ampio e lento. Si conta in 1,2,3 con il primo tempo accentato. La necessità di rallentare e cambiare i passi fu data dalla società vittoriana che non vedeva di buon occhio questo ballo di coppia chiusa, questa esigenza si sposò bene anche con la rivisitazione del Valzer che fu fatta in America con il Valzer Boston, dalla città in cui nacque, o anche detto Hesitation che prevedeva già un rallentamento e semplificazione dell’originale.
Il Quickstep è di origine inglese ed è nato intorno al 1920 dalla combinazioni di più balli come il foxtrot veloce, il charleston, lo shag e altri ancora. Inizialmente la danza era molto simile al Foxtrot tuttavia nel 1927, il Quickstep fu standardizzato e prese più le sembianze di un Valzer ma ballato in 4/4 o 2/4 piuttosto che in 3/4. Ha un ritmo molto sostenuto e le sue musiche attingono al genere Jazz dato che nascono nello stesso periodo.
Il Valzer Viennese ha una lunga storia e tradizione, in realtà nasce sì dalla regione teutonica ma si sviluppa velocemente in tutta Europa, dove ogni nazione lo rivisita e interpreta secondo le esigenze. A Vienna trova però il suo splendore soprattutto nel periodo dell’800 dove ebbe compositori straordinari “al suo servizio” come gli Strauß, padre e figlio, e Lanner. In forma molto veloce lo si ritrova anche nel ballo liscio romagnolo e piemontese.
Lo Slow Fox Trot deriva dal Ragtime, una musica nera sincopata, antenata del Jazz. Nella fase intermedia di convogliamento del Ragtime verso il genere Jazz, nasce, infatti, il Foxtrot che ebbe il suo massimo splendore intorno al 1915 quando fu messo a punto e poté dar vita al ballo stesso che, data la velocità della musica, prevedeva giri veloci, chassés, salti e rapide camminate. Il suo attuale tempo è di 4/4 con il 1 e il 3 accentati, il ritmo è lento-lento, veloce-veloce. Sull’origine del suo nome ci sono varie teorie, per alcuni è la dimostrazione che deriva dal Ragtime che sfruttava nomi di animali da imitare nei passi a ritmo sincopato per altri invece deriva dal suo ideatore, l’americano, Herry Fox. Nel 1914 il Foxtrot fu riconosciuto dalla Societa’ Americana dei Professori di Danza e inserito nelle danze Standard. Nel 1915 fu fatto conoscere in Europa dal grande Oscar Duryea e, l’anno successivo, riconosciuto anche dalla Società imperiale del Ballo inglese ma fu semplificato senza più chassés, salti e cambi repentini, al loro posto furono invece inseriti movimenti più fluidi e delicati ispirati al Valzer Lento. Nacque così però tutto un altro stile. Oggi possiamo dire quindi che ci sono due stili, uno lento, lo (Slow) FoxTrot e l’altro veloce, che prende il nome di Quickstep.
Nelle danze Latino Americane troviamo: il Cha cha cha, la Rumba, il Jive, il Paso doble e il Samba.
Il Cha cha cha nace nel 1948 dal direttore d’orchestra cubano Enrique Jorrín, sul ritmo del Danzòn; deriva dal Mambo ma è più lento e semplice, per questo facilmente ballabile da chiunque. I passi denominati veloci durano un mezzo tempo, quelli detti lenti, durano invece un tempo. Il ritmo è in 4/4.
La Rumba nasce nel 1878 a Cuba dall’incontro tra ritmi africani, più che altro percussioni e ritmi spagnoli, soprattutto nel canto, in un ambiente di rivalsa sociale dopo l’abolizione della schiavitù e la migrazione degli ex schiavi verso le città. Si distinguono tre tipi di Rumba, quella più lenta in cui non é presente contatto fisico tra i ballerini ed è la donna che cerca di sedurre l’uomo con movenze molto seducenti: Yambù; quella più veloce in cui si simula un vero e proprio corteggiamento e atto amoroso, dove l’uomo cerca di punzecchiare al ventre la donna che a sua volta invece si ritrae dal corteggiamento e copre le parti intime con la gonna: Guaguancò e la Rumba più rurale ballata solo dagli uomini per mostrare la loro virilità e che prevede anche l’uso di coltelli legati ai piedi in una rincorsa al ritmo sempre più frenetico: Columbia. Da questi tre stili si svilupperanno poi la Rumba più lenta e romantica dalla Yambù, lo stile caraibico della Salsa Cubana e del Mambo dal più energico Guaguancò e lo stile della salsa portoricana dal Columbia.
Il Jive nacque da influenze Swing e Blues e si sviluppò tra gli anni ’30 e ’40 negli Stati Uniti e fu fatto conoscere in Europa proprio dai soldati americani nel secondo dopoguerra. In Europa, ad esempio in Inghilterra, si fuse con il Boogie, il Beebop e il Rock’n Roll degli anni’50 presentando una serie di cambiamenti e revisioni, dal 1968 fu inserito nelle danze Latino Americane. E’ un ritmo in 4/4 molto frenetico, da qui probabilmente anche il nome che si rifà alle danze Jitteburg, dal termine inglese Jiitters: nevrastenia. Richiede forza, resistenza fisica ed elasticità. In questo ballo l’uso delle mani è determinante quanto quello dei piedi.
Il Paso Doble nasce inizialmente nell’ambiente delle arene spagnole intorno al primo novecento come musica che riprende la Passacaglia, una danza che accompagnava le feste di strada già nel XVII secolo in Spagna ma che verrà soppiantata proprio dal Paso Doble. Il Paso Doble inizialmente accompagnava le quadriglie durante le Corride ma il suo ritmo coinvolgente ben presto induce la creazione di passi e figure e una base ritmica affidata alle nacchere. Le figure si rifanno alla sfida che si presenta nelle arene tra uomo e toro, è importante infatti in questo ballo anche molto l’espressività, in questa danza sono coinvolte tutte le parti del corpo: gambe, mani, braccia, volto e sguardo. Anche i vestiti ricordano, nell’uomo proprio un torero e per le donne gonne molto voluminose spesso tenute ampie con le mani. Il suo nome deriva dal termine spagnolo pas a dos, passo a due, oggi, letteralmente, passo doppio. Negli anni il Paso Doble ha assimilato alcuni passi del Flamenco, tipico è infatti il dover battere il tacco ad ogni chiusura di piede. Il Paso doble si diffuse senza difficoltà nel resto dell’Europa dove, nel 1954, fu inserito tra le danze Latino Americane.
Il Samba è il ballo brasiliano per eccellenza, originato dagli schiavi neri di Bahia. I neri d’africa, infatti, portati come schiavi in Brasile, appartenendo a varie etnie africane hanno dato luogo a questo esplosivo nuovo modo di suonare e ballare e nei primi del’900, in occasione del Carnevale, lo hanno fatto conoscere nella capitale da cui si diffuse velocemente nel resto del paese con la nascita di numerose scuole che ogni anno si preparano a sfilare nell’evento celebrativo per antonomasia, appunto il Carnevale. Nel 1933 addirittura Fred Astaire lo fece conoscere al mondo portandolo sullo schermo. Il Samba attuale però, internazionale, è stato nel tempo rivisto e moderato e, come successo per altri balli, è passato da ballo sociale a ballo di coppia che, negli anni ’20, fu presentato in Europa arricchito di figure più spendibili a livello coreografico, quindi in seguito inserito nelle danze Latino Americane. Nelle più prestigiose scuole di Samba tuttavia è possibile vedere il Samba delle origini, di derivazione religiosa, ballato in modo solista su un ritmo molto più vertiginoso. La musica Samba, infatti, deriva dai ritmi religiosi usati nei riti dagli schiavi africani deportati nella colonia portoghese, confluiti nella religione di fusione che nacque tra le varie fedi delle razze che si intrecciarono in questa terra, il Candomblé. Il genere musicale samba in seguito, incontrando il Jazz, diede vita alla Bossa Nova che ne prende i semitoni e si arricchisce di eleganza e ricchezza. Sull’origine esatta della musica e del relativo ballo non ci sono però fonti certe e anche il termine Samba, si pensa derivi da un termine africano che significherebbe fare capriole, scherzare oppure un dare e ricevere in termini di paga o dal ritmo religioso africano semba, tipico dello stato africano dell’Angola, nel quale si muoveva vorticosamente il bacino.
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