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Mercoledì 08 Feb 2012
Sezione del Sito: Home Flamenco
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Il Flamenco è tipico della regione dell’Andalusia ma ormai è diventato un simbolo dell’intera nazione spagnola.

A differenza di quello che si crede, il Flamenco, non nasce come danza ma come canto al quale poi vennero affiancate la danza e la musica. Le sue origini risalgono alla presenza dei gitani, degli arabi e degli ebrei che per secoli hanno convissuto e si sono influenzati a vicenda in una regione come l’Andalusia, in cui il loro stanziamento è stato storicamente importante. Per alcuni tuttavia a queste origini va aggiunta anche la danza indiana del Khatak, portata in Spagna proprio dagli stessi gitani intorno al XIII secolo. Quindi, origini africane, moresche, ebree e anche americane per i ritmi che giungevano dalle colonie in Spagna, come la Habanera.

Anche l’origine della parola “Flamenco” risulta misteriosa, esistono infatti diverse ipotesi, per alcuni il termine deriva dalla regione delle Fiandre, ritenuta patria originaria dei gitani, oppure dai fenicotteri e ai loro colori sgargianti che ricordavano gli abiti gitani o ancora da una parola hispano-araba che esprimeva il concetto di contadino senza terra o dalla parola flameante, cioè ardente per la passione nell’eseguire il Flamenco.

Tra il 1700 e il 1800 il Flamenco vede il suo sviluppo soprattutto in tre zone a Cadice, a Jerez de la Frontera e a Siviglia, nel quartiere di Triana, in questa fase originaria il Flamenco è composto solo dal così detto Flamenco “secco”, cioè basato sul cante e sul ballo senza alcuno strumento musicale e l’ accompagnamento delle sole mani. Solo tra la fine del 1800 e i primi del ’900 il Flamenco si arricchisce della danza in tutta la sua struttura e della chitarra, prediligendo il canto Jondo (profondo, malinconico) e sviluppandosi nei Caffè. Il canto (cante) subisce poi negli anni, almeno fino alla prima metà del’900, un’influenza dal Son sudamericano, frutto delle emigrazioni nel continente americano, a questo però si contrappone in particolar modo Antonio Mairen con “il risorgimento flamenco” che aveva lo scopo di salvaguardare le origine del Flamenco. E’ infatti in questo periodo che nascono e si sviluppano i locali dedicati al Flamenco, i tablaos.

Il Flamenco come visto nasce da una serie di contaminazioni e anche ai nostri giorni la sua forza rimane quella di trovare nuova ispirazione, così, si deve al ballerino Joaquin Cortes una rinata attenzione verso questo ballo reinterpretato anche con brani jazz, blues o rock.

Nel Flamenco esistono una serie di melodie di base, circa una cinquantina, che si ispirano ai luoghi dove si sono sviluppati: Sevillanas, Fandango, Alegria di Cadice,…, ognuna con un ritmo specifico sul quale gli artisti interagiscono improvvisando con una specie di codice basato sul ritmo che influenza il battito delle mani, che tengono il tempo e il controtempo, i piedi, che di solito vengono utilizzati per introdurre il cante o sottolineare la fine di una letra o per assoli ritmici veri e propri (escobilla), la chitarra e la voce che deve essere profonda, far male per esprimere tutto il Duende, il malessere dell’anima zigana.
Negli assoli il chitarrista di norma prepara un tappeto sonoro sul quale il cantante improvvisa una sequenza di strofe (Letras). Le Letras sono dei veri capolavori di poesia tant’ è che molti poeti si sono interessati per farle riconoscere come arte e salvaguardarle, tra gli altri operò in tal senso anche Federico Garcia Lorca e il compositore Manuel de Falla.

Il Flamenco viene ballato, cantato e suonato normalmente nei contesti familiari e nei locali preposti, i tablao, in questi casi spesso si tratta di una danza solistica non essendoci l’esigenza di coreografare l’esibizione, cosa ben diversa invece quando si balla in gruppo magari in teatri dove l’improvvisazione viene limitata.

Questo ballo è cambiato molto negli anni, basta pensare che fino agli anni ’60 era un ballo esclusivamente femminile mentre in seguito si sono affacciati sulla scena importanti nomi come Rafael de Cordoba, il già ricordato Joaquin Cortes e Antonio Marques.

L’abbigliamento dei ballerini di Flamenco ha una sua importanza, le scarpe innanzitutto sono chiodate, i vestiti e i loro colori si armonizzano in base a quello che viene “narrato”: pois e toni forti per il canto chico e colori più tenui per il canto più malinconico (jondo), senza dimenticare tutti gli accessori come le nacchere, i bastoni per gli uomini e per le donne anche il ventaglio, lo scialle, il cappello e lo strascico (bata de cola).

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